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Gino Bartali - Un Eroe d'altri tempi
08-10-2013, 23:12
Messaggio: #1
Gino Bartali - Un Eroe d'altri tempi
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Vorrei raccontare la parte meno conosciuta della vita del campione toscano Gino Bartali, divenuto una leggenda del ciclismo e dello sport in generale per aver vinto tre Giri d'Italia, due Tour de France e numerose altre corse tra gli anni trenta e cinquanta.

Gino Bartali nasce a Ponte a Ema il 18 luglio 1914 e muore a Firenze il 5 maggio del 2000, dopo essere stato un ciclista professionista dal 1934 al 1954, forse uno dei ciclisti più famosi sia in Italia che all’estero, grazie al suo talento e alla rivalità con Fausto Coppi.

La sua carriera fu notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale ed è proprio di quel periodo che vorrei raccontarvi.
Se ne è parlato nei giorni scorsi sui giornali, conoscevo a grandi linee le imprese sportive di questo campione ma non sapevo niente del suo impegno, durante la guerra, per salvare molte vite umane dalle leggi razziali.

Durante gli anni del Conflitto, fu costretto come tutti a sospendere la sua attività sportiva, e iniziò a lavorare come riparatore di biciclette. Fu proprio grazie a questo suo nuovo lavoro, e ai suoi continui allenamenti mai interrotti nonostante la guerra, che ebbe modo di far conoscere al mondo le sue qualità di uomo, oltre a quelle indiscusse di grande campione del ciclismo.

Fra il settembre 1943 e il giugno 1944, Bartali mise il suo talento al servizio dei rifugiati ebrei come membro dell'organizzazione clandestina DELASEM (Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei), trasportando foto tessere e documenti falsi nascosti nei tubi del telaio della sua bicicletta che venivano consegnati ad una stamperia segreta che li utilizzava per creare nuovi documenti d’identità falsi, necessari alla fuga di ebrei rifugiati.

Usando come pretesto i suoi allenamenti, fece tantissimi viaggi in bicicletta dalla stazione di Terontola-Cortona fino ad Assisi ed anche in altre città, macinando chilometri sotto il naso dei nazisti, pur sapendo che questo suo impegno per aiutare gli ebrei lo esponeva ad un grande pericolo. Ma Bartali decise di correre questo rischio, e fu proprio grazie alla sua tenacia che si distinse in quegli anni per il coraggio con cui collaborò per salvare dalla deportazione più di 800 persone.

Il suo impegno non si limitò al trasporto di foto e documenti, cercò infatti in tutti i modi di aiutare ebrei e perseguitati politici a sfuggire ai rastrellamenti nazifascisti. Un esempio lo si ha dalla testimonianza di Giorgio Goldenberg, 81anni, che raccontò di essere stato nascosto in un appartamento di proprietà del campione in via del Bandino a Firenze: "Sono vivo perché Bartali ci nascose in cantina", oppure Giulia Donati, 91 anni, che fu nascosta da due sorelle a Lido di Camaiore.

E’ insolito che campioni dello sport si distinguano per il proprio coraggio al di fuori dalle imprese sportive, ma Gino Bartali è stato uno di questi. I francesi lo chiamano Gino le pieux, il pio, perché membro dell'Azione cattolica e devoto di Pio XII.
Un eroe santo d'altri tempi, un cavaliere senza macchia e senza paura.

E’ stato dichiarato "Giusto tra le nazioni" dallo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme e "un campione immenso, sui pedali e nella vita".
Nel 2006, in occasione del 61° anniversario della liberazione, ha anche ricevuto la medaglia d’oro al Merito Civile dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.


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