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ICI e IMU alla Chiesa - un po' di storia
16-12-2012, 19:34 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-12-2012 19:35 da cichinin.)
Messaggio: #1
ICI e IMU alla Chiesa - un po' di storia
Nelle righe che seguono, ho tentato di ricostruire la vicenda dell’ICI – IMU per quel che riguarda gli immobili della Chiesa, perché dopo tanto parlare di giustizia sociale e di equità, mi piacerebbe capire per quale motivo , lo Stato Vaticano (uno stato estero in territorio Italiano, lo stato più ricco al mondo) debba essere escluso dal pagamento dell’IMU, a differenza di ogni qualsiasi altro cittadino italiano.

Facendo una ricerca su questo tema, mi sono reso conto che la questione dell’ICI – IMU che interessa gli immobili di proprietà della Chiesa, sembra essere da sempre un tema molto controverso, un tema che il governo Italiano inizia a trattare fin nei primi anni novanta, passando in seguito alle modifiche del Governo Berlusconi, per finire nelle mani dei tecnici dei giorni nostri.
Questi sono i principali interventi che sono stati fatti in merito.

- Nel dicembre del 1992 il Governo Amato vara un decreto in cui le associazioni no-profit, sindacati e confessioni religiose risultano esenti dal pagamento dell’ICI a patto che gli immobili stessi siano destinati esclusivamente allo svolgimento di attività non a scopo di lucro.
(esenzione parziale per gli immobili che non svolgono attività a scopo di lucro)

Questa legge viene poi abrogata da una sentenza della Consulta nel 2004.

- Nell’agosto del 2005 il Governo Berlusconi stabilisce che devono essere inclusi nell'esenzione dall'ICI «anche gli immobili utilizzati per le attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura, pur svolte in forma commerciale, se connesse a finalità di religione o di culto».
(esenzione totale, anche agli immobili che svolgono attività a scopo di lucro se legate a scopi religiosi)

Questo decreto di modifica non fu convertito in legge e quindi non entrò mai in vigore.

- Non contenti ci riprovano, e nel settembre dello stesso anno il Governo Berlusconi riesce a peggiorare la situazione, stabilendo che l’esenzione al pagamento dell’ICI «si intende applicabile alle attività indicate a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse».
(esenzione totale a tutti gli immobili indipendentemente dalle attività svolte)

Questa decisione viene impugnata di fronte alla Commissione Europea e denunciata come “aiuto di stato”, che costituirebbe una distorsione della concorrenza nei confronti dei soggetti che svolgono le stesse attività con fine di lucro soggettivo.

- Nel 2006, il Governo Prodi modifica nuovamente la legislazione con il decreto Bersani, votato trasversalmente in parlamento, ristabilendo nuovamente che «L'esenzione si intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale»
(si torna quindi all’esenzione parziale come nel 1992)

Con questa ultima modifica L’Unione Europea archivia il caso due volte, nel 2008 e nel 2010, ma questo punto i Radicali chiamano in causa direttamente la Corte Di Giustizia Europea del Lussemburgo, che entro 18 mesi (a partire dal 10 ottobre 2010) dovrà decidere se assolvere o condannare l’Italia.

- Nel 4 Agosto del 2010 il Governo Berlusconi fa un passo indietro (per cancellare almeno in parte la procedura Ue per aiuti di Stato illegittimi concessi dal governo agli enti del Vaticano) e inserisce nel decreto sul Federalismo Fiscale Municipale un comma che introduce l’imposta unica municipale (IMU), ma che comporterebbe, a partire dal 2014, l’annullamento dell’esenzione ICI per la Chiesa per quanto riguarda ospedali, scuole e alberghi, nel tentativo di cercare di evitare la condanna al recupero delle tasse fin qui non pagate (con tanto di interessi).
Con questa nuova modifica viene nuovamente attirata l’attenzione dell’Unione Europea.
(esenzione totale, anche agli immobili che svolgono non esclusivamente attività a scopo di lucro se legate a organizzazioni religiose)

- Nel novembre del 2011 Arriva il Governo Monti, e con il decreto Salva Italia, promette che entro i primi 90 giorni di governo produrrà un decreto ministeriale del Tesoro che stabilisca nel dettaglio quali sono le attività esentabili e quali no. Il Tesoro si prende molto più dei 90 giorni promessi, poi fissa i criteri.

Ma il Consiglio di Stato boccia il decreto, dichiarando che è necessaria una legge dello Stato.
(niente di fatto quindi)

- Nel Marzo del 2012 viene fatto un nuovo tentativo, inserendo nella cosiddetta legge sulle liberalizzazioni un articolo che si occupa delle “Norme sull’esenzione dell’IMU sugli immobili degli enti non commerciali”. In pratica, si stabilisce che i proprietari degli immobili con utilizzo di tipo misto, in parte commerciale e in parte non commerciale, sono tenuti a pagare l’IMU solamente nella parte in cui è svolta attività commerciale.
(esenzione parziale)

Ma il 27 settembre il Consiglio di Stato boccia di nuovo il decreto sostenendo che mancano indicazioni precise a leggi e criteri per identificare la natura non commerciale di una attività.
Stranamente, nonostante nel governo ci siano diversi magistrati amministrativi, non si riesce a comporre la legge in modo corretto.
(ancora niente di fatto quindi)

- L’atto finale (che stavolta speriamo davvero non sia definitivo) arriva all’inizio di novembre di quest’anno, quando con un colpo di mano vengono inserite dal Governo Monti una serie di regole e controregole di fatto impossibili da applicare, che esentano gli enti religiosi gestori di alberghi, ristoranti, case di cura, agenzie turistiche, piscine, scuole, ecc. dal pagamento dell’Imu.
(in pratica esenzione totale)

Per quel che mi riguarda, mi sembra doveroso, sia per una questione di concetto, che per una questione puramente economica, che gli immobili della Chiesa paghino l’Imu.
Purtroppo i partiti ed i vari esponenti politici spesso si “dimenticano” di questo argomento che a me sembra importante e simbolico di come vanno certe cose nel nostro paese.
E proprio per questo vorrei augurarmi che chiunque si farà carico del mio voto nelle prossime elezioni si impegnasse, nei famosi primi 100 giorni, a far si che gli immobili della Chiesa vengano assoggettati al pagamento dell’Imu come accade a quelli che sono di proprietà di tutti gli altri cittadini italiani.
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