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Lavoro Nero negli spazi Fieristici Italiani
30-03-2013, 10:48 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-04-2013 20:09 da cichinin.)
Messaggio: #1
Lavoro Nero negli spazi Fieristici Italiani
Un mio amico che lavora come allestitore negli spazi fieristici Italiani e non solo, ha da qualche tempo iniziato una battaglia contro il lavoro nero di quel settore.

Per dar voce a questa sua iniziativa sta usando tutti i mezzi a sua disposizione: la sua telecamera, con la quale ha filmato tantissime irregolarità all’interno dei padiglioni, la sua pagina facebook, e anche diverse mail inviate agli organi di controllo competenti oltre che agli organizzatori degli eventi fieristici.

Nel suo orario di lavoro, ha riscontrato la totale libertà di accesso agli allestitori/montatori non in regola nei padiglioni delle fiere, ha filmato innumerevoli violazioni sulla sicurezza (mancanza di scarpe antinfortunistiche, imbragature sopra i ponteggi, caschetti ecc..).

E’ anche andato a intervistare direttamente diverse persone mentre lavoravano all’allestimento di questi eventi, che candidamente hanno dichiarato di lavorare in nero; al Vinitaly ha parlato con un ragazzo tunisino che era sbarcato una settimana prima a Lampedusa e che lavorava alla preparazione della fiera senza nessun tipo di permesso e o contratto di lavoro. Ed è solo un esempio.

Attraverso le e-mail ha cercato di portare all’attenzione degli organi competenti il problema, inviando le sue testimonianze un po’ a tutti: dal Ministro e l’ispettorato del lavoro, al Sindaco di Verona (in riferimento al Vinitaly), al Presidente degli Enti Fieristici Italiani Ettore Riello chiedendogli un incontro, all’ ASAL (FederlegnoArredo di Confindustria) e altre istituzioni, ma nessuno è sembrato interessato all’argomento.

Non soddisfatto ha provato a coinvolgere i Collettivi, i Centri Sociali, varie testate giornalistiche, ma anche qui non ha trovato nessuno interessato al problema.

Vi riporto il testo di una lettere che ha inviato l’ 08/09/2011 al Sindaco di Verona (Flavio Tosi):

“salve,
con la presente per mettervi al corrente del proseguimento dell'inchiesta intrapresa dal Vinitaly 2011 e che procederà anche all'interno del Marmomacc 2011, nell'intento di riscontrare eventuali provvedimenti intrapresi dopo le mie innumerevoli segnalazioni inviate a tutti gli organi competenti tramite mail
certificate nell'occasione del Vinitaly.
Con la precisione se la direzione e gli organi di sorveglianza di VeronaFiera abbiano o no regolarizzato i controlli alle entrate dei cancelli appurando che le ditte espositrici abbiano inviato
tutti i dati di ogni singolo operatore che vorrà far accedere alla propria aria espositiva inviando per l'appunto i documenti necessaria, quale il BADGE (di norma sempre OBBLIGATORIO!), con: nome e cognome, foto identificativa, nome della ditta espositrice e ditta allestitrice contratto di lavoro o partita iva con regolare durc, e che tale documento venga esposto ben visibile per tutta la durata del montaggio, dell'
evento e dello smontaggio.
Annuncio che continueremo io e i miei collaboratori la documentazione audio e video presentandoci ai cancelli con telecamere nascoste (telefonini e tutti gli strumenti che la tecnologia moderna ci fornirà) per appurare che ciò avvenga e che nell'eventualità dovessimo riscontrare anomalie, con un accredito porteremo tal problema all'attenzione dell'opinione pubblica in conferenza stampa il giorno dell'inaugurazione.

Distinti saluti:

Fabio M.”

Fino ad oggi, nonostante i suoi sforzi, non ha ottenuto granché. Se non il risultato di attirarsi le ire di alcuni “addetti ai lavori”. E’ stato accusato da alcuni operatori, più comunemente chiamati Caporali, di rovinare il mercato (del lavoro nero ovviamente).
Perché effettivamente, le sue iniziative, e la sua tenacia, hanno davvero l’intento di rovinare i loschi traffici di queste persone, che sono proprio quelle che contribuiscono ad avvelenare l’impegno di centinaia di persone oneste, in tempi in cui l’intero mercato del lavoro è in grave difficoltà.

Nei prossimi giorni Fabio sarà presente, con un suo collaboratore di Verona (giornalista professionista) alla fiera del Vinitaly 2013, e insieme cercheranno di accedere all'interno degli spazi espositivi in modo irregolare in modo da dimostrare come la vigilanza sia inesistente.

Sembra che, dopo varie segnalazioni riguardanti il troppo facile accesso all’interno di Verona Fiere siano stati attivati alcuni servizi di controllo che però sono totalmente inefficaci in quanto facilmente raggirabili.
L’Ente Fieristico, se tenesse veramente alla regolarità del lavoro all’interno dei padiglioni, dovrebbe rilasciare i badge tramite pre-accredito, con una comunicazione scritta e sottoscritta di responsabilità delle ditte espositrici ed allestitrici e pretendere che i cartellini rilasciati siano sempre provvisti di foto identificativa, nome e cognome del montatore, ditta allestitrice ed espositrice, e cosa più importante, che tale documento riporti il logo della manifestazione corrente.


Per dare maggior forza e risalto alla sua iniziativa, Fabio è alla ricerca di un montatore video interessato alla causa, in modo da poter rendere visibili a tutti le immagini che ha girato in questi anni.
Augurandosi, e noi con lui, che nel frattempo gli addetti alla sorveglianza e alla regolarità del settore si mettano in moto per tutelare tutte quelle persone che svolgono questo lavoro in modo onesto e attento, garantendo anche la maggior sicurezza di tutti i visitatori.
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