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Oggi la crisi ve la racconto io
03-10-2012, 21:42
Messaggio: #1
Oggi la crisi ve la racconto io
Ho letto questo testo giorni fa su Vanity Fair, scritto da Nicoletta, una lettrice di 28 anni.
Mi è piaciuto e ve la trascrivo:

Oggi la crisi ve la racconto io.
Vi racconto di Maria, 33 anni, la maggior parte dei quali dedicati alla musica: ha diretto l’opera in Argentina. Le dicono che è troppo vecchia per fare la commessa.
Vi racconto di Marco, 29 anni, una laurea in Medicina e un primario che gli dice: «Non importa cosa sa fare, importa chi conosce». Adesso lavora in Germania e non tornerà più.
Vi racconto di Max, 30 anni e un dottorato in Svizzera. Suo padre non ci crede che non riesca a trovare lavoro. Max un giorno lo porta con sé a un colloquio . Da quel giorno suo padre non chiede più.
Vi racconto di Valentina, 29 anni, 4 lingue, un passato a Bruxelles e un presente da commessa a chiamata.
Vi racconto di Alessandra, 30 anni e una laurea in Economia. Due anni di lavoro gratuito, poi si sente dire: «abbiamo deciso di associare il figlio di…».
Vi racconto di me, 28 anni, una laurea e mezza e 12 lavori in cinque anni.
Vi racconto dei genitori di Max, di Maria, di Marco e di tanti altri, quelli che i figli li hanno fatto negli Ottanta, quelli che di figli ne facevano almeno due o anche tre, quelli che votavano la DC, quelli che all’università ci puoi andare anche se sei figlio di un contadino, quelli che anche il figlio dell’operaio può fare l’avvocato, quelli che si sono fatti quarant’anni in fabbrica per mandarci a scuola, quelli che hanno pianto alla nostra laurea, quelli che in noi e in questo Paese hanno creduto davvero.
È questo Paese che non ha creduto in loro. E che non crede in noi.
Qui muore la speranza degli italiani onesti.
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03-10-2014, 17:09
Messaggio: #2
RE: Oggi la crisi ve la racconto io
A parer mio, l'Italia è stato, è e sarà un Paese di M***a!
Non dobbiamo prendercela con i politici che non fanno nulla da mattina a sera, che prendono un mese di stipendio che equivale a 1 anno di lavoro dei nostri papà, che siedono il Parlamento quella volta che capita a giocare con i tablet o smartphone di una generazione che noi "comuni mortali" vedremo tra un paio d'anni. Sono del parere che gli unici con cui dobbiamo prendercela siamo noi italiani, che non facciamo un emerito C**o per cambiare il Nostro Paese!

Guardate indietro nella storia dell'uomo. I francesi, gli inglesi, i tedeschi ecc. hanno avuto rivoluzioni una dietro l'altra, ed invece prendete gli italiani che non hanno mai cominciato una prima vera rivoluzione.

Se cambiamo il Nostro Pensiero riusciremo certamente a cambiare questo Paese.

Con ciò, non voglio dire che è tutta colpa Nostra se siamo in rovina, ma in parte lo è.
Dobbiamo riunirci seriamente e fare qualcosa per questa situazione, perché le cose non fanno che peggiorare di giorno in giorno, diamine!
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