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Pianosa, detenuti al lavoro
30-12-2013, 20:53
Messaggio: #1
Pianosa, detenuti al lavoro
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Grazie ad un protocollo d’intesa firmato da Enrico Rossi (governatore della Toscana), da Antonietta Fiorillo (presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze) e dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, sull’isola di Pianosa saranno trasferiti tra gli 80 e i 100 detenuti.

Il progetto è quello di farli lavorare per sistemare le strutture esistenti. Le Strutture che saranno rimesse a nuovo erano usate in passato sia per il vecchio carcere, che per gli alloggi delle guardie. Il ministro vorrebbe impiegare i detenuti sia per le ristrutturazioni sia per i lavori agricoli, con l’intenzione di far diventare l’isola un gioiello dell’agricoltura, valorizzandone anche la bellezza naturale. Sostiene che questo programma è un investimento sul lavoro nell'immediato, ma che contribuirà a creare nuove risorse future.

Questa proposta fa parte del piano di miglioramento del sistema carcerario toscano, valido tre anni e caso unico in Italia.

Prevede di recuperare e reinserire nella società fino a 300 detenuti con problemi legati alla tossicodipendenza, di utilizzare in maniera diversa le case circondariali di Massa Marittima, Grosseto ed Empoli, di valorizzare l’isola anche ai fini agrituristici e ricettivi, di formare al lavoro almeno altri 20 detenuti, di realizzare un asilo nido in prossimità di un carcere che possa accogliere anche i figli di persone non detenute, di completare l’Istituto a custodia attenuata per detenute madri situato a Firenze, di valutare la possibilità di realizzare una nuova casa circondariale a Grosseto idonea ad ospitare almeno 200 detenuti.

Tanti progetti, per cui bisognerà trovare la copertura finanziaria. La Cancellieri dichiara che questo protocollo riguarda un settore molto delicato, quello della tossicodipendenza in carcere, infatti il 30% dei detenuti è tossicodipendente, e l’intenzione è quella di portare questo modello anche in altre regioni.

Le critiche più concrete a questo progetto provengono da Legambiente, che è consapevole del degrado dell’isola, ma che sottolinea come ci sia una forte ripresa della biodiversità del territorio e una forte attività economica legata al turismo ambientale. La loro speranza è che questa iniziativa non finisca con incentivare la sola ripresa economica a discapito dell’ambiente, della natura e del territorio.


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