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Riqualificazione Aree Industriali
16-12-2012, 23:25 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 10-11-2013 20:37 da gobet.)
Messaggio: #1
Riqualificazione Aree Industriali
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Germania - Rhur

Rhur - Bochum

Rhur - Duisburg

Rhur - Mülheim

Spagna - Bilbao

Bilbao - Museo Guggenheim

Bilbao - I Ponti

Bilbao - Museo Marittimo de la Ria

Stati Uniti - Pittsburgh
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16-12-2012, 23:25 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-12-2012 23:32 da cichinin.)
Messaggio: #2
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Ruhr

Il primo esempio che voglio fare è quello della Ruhr, con i suoi 5,3 milioni di abitanti è una delle più grandi aree urbane europee che si estende su una superficie di oltre 4.500 km² quadrati.

In questa regione sorgeva il distretto minerario e siderurgico più grande d’Europa (si contavano circa 300 miniere di carbone). Ricca di carbone e ferro, fu il motore del miracolo economico della Germania degli anni ’50 e ’60, ma con i problemi legati alla crisi della siderurgia e del petrolio degli anni ‘70 le cose cambiarono: le miniere e le acciaierie cominciarono a non essere più redditizie.
Fu in quegli anni che si presentò la questione di come risolvere il problema legato a queste produzioni e ai posti di lavoro ad esse associati.

La scelta della Germania fu quella di sviluppare diversamente quest’area puntando sulla cultura e sul turismo, sono passati poco più di vent’anni e la riqualificazione ha riconvertito le vecchie strutture in musei, centri culturali per eventi e mostre, visite guidate che illustrano l’attività mineraria del passato, nuove immense aree verdi ed altro.

La riconversione ha prodotto più di 10.000 nuovi posti di lavoro, recuperato alcune migliaia monumenti industriali, fatto nascere 120 teatri, 200 musei, 200 spazi culturali ed espositivi. Ogni anno si svolgono 250 festival.

La Ruhr in questi ultimi anni è stata visitata da oltre 2 milioni di turisti l’anno, provenienti da tutto il mondo.
Nel 2010 la regione è stata designata dall’Unione Europea come regione Europea della cultura.

Continua…....
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16-12-2012, 23:28 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-03-2013 17:46 da cichinin.)
Messaggio: #3
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Rhur - Bochum

[Immagine: bochum.jpg]

Bochum, nel suo passato, era un città dominata dalle ciminiere e da altiforni, la città dove era concentrata la maggior parte delle miniere di tutta la Ruhr.
Dopo anni di lavori e ristrutturazioni Bochum si è completamente trasformata ricoprendo anche il ruolo di capitale Europea della cultura, non dimenticando ne rinnegando la sua storia passata anzi, sfruttando i vecchi edifici ed aree per creare musei, teatri e gallerie d’arte, il tutto completato da una vivace vita universitaria (l'Università della Ruhr che, con i suoi 30.000 iscritti, è uno dei più importanti centri universitari dell'intera Germania).

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Uno dei simboli della riqualificazione di questa regione è sicuramente Deutsches Bergbau-Museum, il museo dell'industria mineraria più grande del mondo. Con più di 400.000 visitatori l’anno è diventato un vero e proprio emblema di quel periodo storico.
All’interno del museo è possibile percorrere 2,5 km delle vecchie gallerie, vedere ed azionare vecchi macchinari ed in fine si può salire sulla torre di estrazione, alta 63 metri dalla quale si può ammirare uno splendido panorama.



L' Eisenbahnmuseum Bochum-Dahlhausen, invece è diventato il più grande museo privato dedicato ai trasporti ferroviari della Germania in un ex - stabilimento ferroviario. È possibile vedere locomotive diesel ed elettriche, vetture passeggeri e vagoni merci.

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Sempre in quest’area, Il centro eventi Jahrhunderthalle, un imponente cattedrale industriale risalente alla prima Guerra mondiale, dopo una attenta ristrutturazione è diventato un baluardo della rinascita di Bochum e di tutta la regione della Rhur.
Una costruzione trasformata pensando alla nuova funzionalità, usando strutture di nuova concezione, con una architettura moderna e allo stesso tempo legata alla tradizione, al servizio di innumerevoli eventi di vario genere quali mostre, fiere, spettacoli musicali e teatrali, concerti e altro ancora.



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Anche la colonia di minatori Dahlhauser Heide, che risale al 1915, in passato centro residenziale per gli operai della vicina miniera di Hannover, è stata ristrutturata diventando una delle più belle della regione, con grandi spazi verdi pubblici e giardini privati.



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Nella vicina Oberhausen invece, un altro importante museo, il Rheinisches Industriemuseum è stato creato nel 1997 dove sorgeva una fabbrica di zinco. Sono stati ristrutturati gli edifici industriali e bonificati i terreni circostanti contaminati da anni di lavorazione dei metalli. Con i suoi 3.500 m quadrati di spazio espositivo fra palazzi e spazi all’aperto, si attraversano 150 anni di storia dell’industria del ferro, acciaio e carbone ammirando vecchi giganti, i macchinari a vapore che furono l’orgoglio dell’ingegno industriale tedesco. Oltre alla mostra permanente “industria pesante” spesso sono presenti mostre d’arte e di cultura.



Questi sono solo alcuni esempi di come è stata trasformata una città di cave, minatori e altiforni in un immenso luogo di turismo, università e cultura.
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16-12-2012, 23:28 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-03-2013 17:45 da cichinin.)
Messaggio: #4
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Rhur - Mülheim



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A Mülheim c’è un bellissimo museo dedicato all’acqua, L’Aquarius WasserMuseum. È stato realizzato ristrutturando una torre-acquedotto vecchia più di di 100 anni e alta 50 m.

Costruita nel 1892 da August Thyssen forniva acqua all’omonima acciaieria situata nelle vicinanze. Nel 1912 fu poi venduta alla Rheinisch-Westfällische Wasserwerkgesellschaft restando attiva fino al 1982 quando venne chiusa e mantenuta come monumento storico industriale.

Nel 1992 è stata ristrutturata definitivamente per creare il museo che si sviluppa su 14 diversi livelli fra enormi cilindri di vetro ed elementi multimediali.
Con una tessera magnetica è possibile aprirsi le porte al mondo dell’acqua, attivare filmati, giochi e simulazioni al computer.


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12-01-2013, 18:35 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-03-2013 17:45 da cichinin.)
Messaggio: #5
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Rhur - Duisburg
[Immagine: 15817486.jpg]

Il parco Landschaftspark Duisburg-Nord, è un grande parco pubblico realizzato nel 1999 nel distretto della Rurh, in un’immensa area (circa 230 ettari) dove sorgevano delle antiche fabbriche siderurgiche della società Tyssen. Dopo quasi 9 anni di lavori è diventato un altro bellissimo esempio di riqualificazione di un’area industriale dismessa. La creazione di questo parco ha cambiato la storia di Duisburg e dintorni portando alla ribalta come meta turistica quello che un tempo era il principale porto per il trasporto del carbone e dell’acciaio prodotti nel distretto.

Collocato nelle terre del Nord-Westfalia, tra le città di Meiderich e Hamborn, il parco occupa i terreni di vecchi stabilimenti in cui, tra il 1900 e il 1985, furono prodotti circa 37 milioni di tonnellate di ghisa grezza. Il successivo periodo di abbandono innescò una rapida decadenza dei numerosissimi vecchi edifici e strutture industriali, che vennero rapidamente sommerse da una ricca e selvaggia vegetazione.

Proprio da questo intreccio fra natura e rovine degli impianti industriali (officine, ciminiere, scali ferroviari, depositi di minerali e fornaci) nacque il principio progettuale del parco. Il team di Peter Latz, responsabile del progetto, cercò nuove interpretazioni per trovare una coesistenza fra le strutture degradate ma esistenti, e la natura, una riqualificazione che ne mutasse la funzione e l’ambientazione senza stravolgerli.

Per la realizzazione dei lavori è stata istituita l'IBA Emscher Park S.r.l. che ha gestito e coordinato oltre 200 esperti urbanisti, architetti e paesaggisti, 17 comuni e centinaia di associazioni di cittadini che si sono impegnati per risolvere i problemi ecologico-naturalistici, urbanistici e culturali che da anni opprimevano questo territorio.

Ad oggi, il parco, dopo anni di inquinamento e devastazione paesaggistica, è diventato un magnifico luogo di aggregazione all’insegna della cultura adatto a ospitare eventi di ogni genere, grazie alle particolari e avveniristiche scenografie di studi televisivi, gruppi musicali e compagnie teatrali che hanno trovato in quest’area un luogo ideale per le loro attività.

Il parco è dotato di un centro visitatori dove è possibile avere tutte le informazioni necessarie, oltre ai negozi, bar e aree per barbecue. A disposizione dei visitatori c’è anche un ostello della gioventù (Youth Hostel Association) con 140 posti letto.

Alcuni esempi della varietà offerta da questo parco sono:

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Se avete voglia di immersioni subacquee, il gasometro costruito nel 1920, è stato reinventato e trasformato in un’immensa vasca di 45 metri di diametro, dove immergersi fino a 13 metri di profondità ed esplorare una ricostruzione di un paesaggio sottomarino con una scogliera artificiale, i relitti di un aereo e 2 macchine e tanto altro. Un club di subacquei ha fondato qui la propria “base” e ha dato vita a una Diving School, che fornisce l'opportunità di imparare e affinare le tecniche d’immersione in conformità con le varie associazioni.



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All'interno dell'altoforno numero 5, che è l’unico visitabile dei tre che sono stati conservati fino ad oggi, si può ammirare quello che era una gigantesca fonderia. All'esterno, il gigante d'acciaio, è percorribile fino in cima attraverso una scala in ferro ristrutturata nei primi anni ’90 alta 70 metri che porta a una piattaforma che offre una meravigliosa vista sulla città di Duisburg e del parco stesso. Questa ambientazione è consigliata soprattutto dopo il tramonto, quando le strutture del parco creano fantastici giochi di luce.



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Le originali costruzioni in ferro e acciaio che facevano parte della vecchia produzione siderurgica offrono anche la possibilità di un’esperienza avventurosa e suggestiva in “quota”. Sotto la supervisione di personale ben addestrato è possibile seguire un percorso legati a una fune d’acciaio che, attraverso ponti traballanti, cordate in sospensione e fusti metallici sparsi lungo il percorso, dopo circa 3 ore si arriva ad un’altezza di oltre 50 metri da dove si può ammirare un suggestivo panorama.



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Dal 1990 la sezione di Duisburg del Club Alpino Tedesco ha avuto il suo giardino arrampicata nel Parco paesaggistico Duisburg Nord. E’ stato creato e ampliato diverse volte da allora e oggi è possibile fare arrampicate sportive sulle pareti dei bunker minerali che fungevano da magazzini per il ferro, sulle pareti di cemento armato dei vecchi edifici e con le sue 400 vie è la più grande palestra di roccia all'aperto in Germania. L'impianto è utilizzato da circa 7.000 alpinisti attivi per un periodo di sette mesi.



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Per continuare all’aria aperta è possibile fare lunghe passeggiate nelle immense aree verdi oppure in bicicletta dove è possibile fare svariati percorsi.
Da un percorso di 10 km nella sede della vecchia ferrovia si possono percorrere i principali sentieri del Cammino Patrimonio Industriale, il ciclo di Emscher Park Trail va da Duisburg a Hamm attraverso il paesaggio industriale del Distretto della Ruhr con una lunghezza fino a 700 km.
Percorrendo questi percorsi si attraversano giardini con piante e fiori rari, laghetti, coltivazioni di vario genere, fattorie, parchi giochi e aree barbecue. Ci sono inoltre strutture per praticare tantissimi sport, rampe per skateboard, piste di pattinaggio, campi da calcio e tanto altro.



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Nella ricostruzione è stato fatto anche un grande lavoro inerente all’acqua. E’ stato bonificato il sistema idrico che serviva per raffreddare le varie lavorazioni e separato il corso originario dell’Emscher dal flusso delle acque fognarie, che scorrono oggi all’interno di un tubo sotterraneo.
L’antico corso del fiume Emscher, un tempo recintato a causa dell’alta tossicità delle sue acque, è stato “liberato” e “riportato in vita”. Oggi, nel suo nuovo letto confluiscono le abbondanti acque piovane capillarmente raccolte in tutto il parco. Le acque così diluite, sono poi convogliate lungo dei percorsi in cui, filtri di sabbia e ghiaia e sponde ricche di vegetazione, contribuiscono alla loro progressiva depurazione e ossigenazione per poi raggiunge infine, alcune ampie vasche. Tutto questo lavoro è stato fatto per rendere visibile ai visitatori il processo sia tecnologico che biologico di trasformazione delle acque che oggi contribuiscono anche ad abbellire il parco stesso.



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Dal 2008 è stata ricreata una stazione ferroviaria, proprio accanto alla piccola stazione di pesatura di fronte alla centrale elettrica. Una locomotiva a vapore con cinque carrozze si ferma qui regolarmente. Panche in legno, flusso d'aria e fumo ti riportano indietro nel tempo.



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Dall’apertura del parco, ogni anno da metà luglio alla metà di agosto, è in funzione un bellissimo cinema all'aperto ricreato all’interno di una fonderia. I circa 1000 spettatori al giorno possono godersi tranquillamente i film anche in caso di pioggia perché è stato installato un originale e scenografico tetto trasparente.



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Per circa 220 giorni all’anno nel parco si tengono concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, eventi aziendali, mostre, fiere, serate di gala.



Insomma il parco offre un po’ di tutto e per tutti i gusti e per questi motivi non c’è da stupirsi che il parco Paesaggistico Duisburg Nord sia diventato una delle attrazioni più popolari di tutta la regione, anziché un’area in completo abbandono.
Il parco è aperto 24 ore su 24.

Qui il sito ufficiale del parco dove potete trovare tante altre informazioni e immagini.


Buon Divertimento…
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03-03-2013, 19:32
Messaggio: #6
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Un po’ di storia su Bilbao
[Immagine: bilbao3c.jpg]

Lo sviluppo cittadino di questa città inizia nel 700 espandendosi nel secolo successivo, con l’avvio dello sfruttamento delle miniere di ferro della regione Basca. Da qui nacquero numerose ferriere che portarono in breve allo sviluppo massiccio dell’industria siderurgica pesante, incentrata nell’area portuale, che diede il via alla rivoluzione industriale in terra Spagnola. Fu in questo periodo che vennero costruiti gli altiforni che dovevano diventare il vero e proprio cuore trainante dell’industria basca.

L’anno simbolo dell’inizio di tale trasformazione, è il 1874, quando in seguito all’assedio delle truppe carliste, ci fu l’unione tra i centri di Abando e di Begona, situati a poca distanza da Bilbao. La città ottocentesca di stampo industriale iniziò a trasformarsi con la realizzazione di edifici quali il teatro Arriaga, la Borsa e la Alhòndiga, accompagnato dalla nascita e dall’arricchimento di un ceto sociale borghese, impegnato nelle attività bancarie, siderurgiche, navali, commerciali e finanziarie.

Fu in questo periodo che Bilbao divenne l’indiscussa capitale economica dei Paesi Baschi, distanziando nettamente la "rivale" San Sebastián, almeno fino agli anni 80. In quel decennio la crisi dell’acciaio che colpì diverse regioni europee costrinse la città a diversificare le attività economiche e a indirizzarsi verso il settore terziario, in particolare sul turismo.
Ciò che salvò la città da un pericoloso declino, fu la sua veloce trasformazione in questo senso, evitando così di risentire della crisi industriale di fine Novecento e ad allontanare da sè l'immagine di città industriale grigia e inquinata.
Un forte impulso alla rinnovazione è stato dato dall’intervento in città di alcuni tra i più rinomati architetti del mondo, che hanno realizzato qui diverse loro opere rivoluzionando le infrastrutture cittadine.

Sono così sorte le stazioni della metropolitana di Norman Foster, i ponti Zubizuri e de La Salve, un museo marittimo, un aeroporto internazionale e, ovviamente, il Guggenheim, di Frank Gehry, permettendo alla città, che prima era sommersa dai fumi e dall’inquinamento delle officine metallurgiche e dei cantieri navali, di diventare un’ambita meta turistica di rilevanza per tutto il Paese, anche se, curiosamente, pur essendo la principale città della regione, Bilbao non è sede universitaria, che invece si trova a Lejona, a una quindicina di chilometri di distanza.

Dal 1996, Bilbao è sede dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, un organismo che ha il compito di rendere i luoghi di lavoro sicuri e salutari.
Il 19 maggio 2010 ha vinto il premio Lee Kuan Yew World, un premio internazionale a cadenza biennale che rende omaggio all’innovazione sostenibile applicata alle realtà urbane, ottenuto in collaborazione con la prestigiosa accademia svedese del Nobel.
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06-03-2013, 21:15 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-03-2013 17:44 da cichinin.)
Messaggio: #7
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Bilbao - Museo Guggenheim
[Immagine: wordpress2.jpg]

Il Guggenheim Museum di Bilbao, inaugurato nel 1997, è stato costruito sul luogo di un vecchio terreno industriale e fa parte di un percorso di rivalutazione urbanistica della città iniziato nel 1989, che include un Palazzo dei Congressi, un Aeroporto Internazionale, un piano di sistemazione delle rive del Nervion e una nuova metropolitana. La sua collocazione fu scelta a nord del centro urbano, a lato de la Ría de Bilbao, in modo che il museo fosse visibile da tre punti strategici della città.

E’ attualmente considerato un capolavoro dell’architettura del 900, ed è diventato il simbolo del grande piano di ristrutturazione cittadina dedicata a rilanciare un’area della Spagna gravemente depressa, perché mentre si esaurivano le miniere di ferro e la cantieristica navale emigrava nell’est asiatico, sul finire degli anni novanta, l’apertura del Museo Guggenheim - già nel primo anno di attività - riuscì ad attirare più 100 mila visitatori, contribuendo in maniera decisiva alla promozione della città come meta turistica e centro culturale.

Il progetto, ideato da Frank Gehry, ha ricevuto il Premio Internazionale Puente de Alcantara nel 1998.

La storia del Museo Guggenheim di Bilbao parte da lontano, ben prima della sua inaugurazione, avvenuta il 19 ottobre 1997. Già nei primi anni Novanta, l’intenzione di creare questa immensa opera e la conseguente apertura dei cantieri, suscitò la curiosità di molti e aprì un dibattito pubblico tra gli intellettuali spagnoli, e la sua costruzione, come museo di arte contemporanea - un’attrazione architettonica da ammirare, dalle caratteristiche e riconoscibilissime forme innovative - durò solamente quattro anni, e fa parte del progetto di rinnovamento cittadino avvenuto negli anni Ottanta.
A quel tempo, infatti, Bilbao si andava liberando delle ultime fabbriche, avviando una metamorfosi del nucleo urbano: da città grigia, depressa e inquinata dedita alle attività portuali e alla produzione industriale, è divenuta, anche per merito del museo, una località turistica inclusa nei tour della Spagna settentrionale.

L’inaugurazione del Museo Guggenheim nel 1997 è stata una notizia che non è passata inosservata tra i media internazionali. Il taglio del nastro fu un evento da cui partì una campagna mediatica per lanciare il museo sul palcoscenico internazionale, con la partecipazione dei reali di Spagna, importantissimi architetti e personalità varie del mondo della cultura, che hanno contribuito a sancire la "rinascita" della città di Bilbao e il nuovo corso che tuttora sta vivendo.

Il Guggenheim è composto da una serie di volumi complessi, interconnessi in modo spettacolare, e occupa complessivamente 24.000 m², di cui 10.600 sono spazi espositivi. Ovviamente, l'impatto con l'ambiente circostante è forte, ma al tempo stesso non tale da fornire disturbo, anzi l'imponente struttura si sposa con il contesto grazie alla sua sobria eleganza dovuta anche ai materiali di cui è rivestita.

L'edificio, visto dal fiume, sembra avere la forma di una nave, rendendo così omaggio alla città portuale nella quale si trova. I pannelli brillanti assomigliano alle squame di un pesce, e ricordano le influenze delle forme organiche presenti in molte opere di Gehry. Visto dall'alto l'edificio mostra senza ombra di dubbio la forma di un fiore.
Se dal livello del fiume il museo domina le viste della zona, il suo aspetto dal livello superiore della strada è molto più modesto e riesce a inserirsi perfettamente con tutti gli edifici più tradizionali che gli sorgono intorno.
La struttura si riflette sulle acque del Nerviòn e su quelle di un laghetto artificiale situato ai suoi piedi ad un livello leggermente più alto di quello del fiume, che fa parte anch'esso dello spazio espositivo. Al livello dell'acqua, da alcuni bocchettoni fuoriescono fiamme colorate miste a spruzzi d'acqua, che rendono ancora più suggestiva una visita serale al Museo.

A tutt’oggi il museo Il Guggenheim, che espone opere d'arte appartenenti alla fondazione Guggenheim oltre a diverse mostre itineranti, non ha tradito le aspettative in fatto di visite, che sono in costante aumento, e viene considerato il simbolo della Città di Bilbao nel mondo, essendo uno dei più spettacolari esempi del decostruttivismo.
Si è calcolato che la realizzazione del Guggenheim Museum ha prodotto nel solo triennio 1998-1999-2000 un indotto di oltre 635 milioni di dollari.
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17-03-2013, 18:00
Messaggio: #8
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Bilbao - I Ponti

Oltre al Museo Guggenheim, anche alcuni ponti sono diventati simbolo della nuova Bilbao, e fra questi sicuramente ci sono il ponte Zubizuri e il ponte de La Salve che contribuiscono a dare risalto alla nuova veste artistica-culturale della città.

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Anche il ponte de La Salve, sul fiume Nervion, si trova vicino al Museo. Il ponte originale fu costruito nel 1972 ma il suo aspetto era semplice e ordinario, non adatto alle nuova cornice della Bilbao risorta dalle ceneri industriali, soprattutto vista la vicinanza con il Museo.
Nel 2002 si pensò quindi di ristrutturarlo, cercando di rendere una struttura vecchia di trent’anni senza particolarità architettoniche adatta alla nuova cornice futuristica e bizzarra dei nuovi dintorni, giungendo all’idea di ridipingerlo con un colore rosso fuoco, creando un impatto visivo molto forte ma non stonato, riuscendo a inserirsi nel contesto dell’area Guggenheim come un suo prolungamento, e rendendo l’ambiente ancora più surreale.
Il suo suggestivo attraversamento, che domina il museo, rende ancora più sorprendente il paesaggio circostante, rendendolo un insieme inaspettato, quasi futuristico.



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Il Ponte Zubizuri, anche conosciuto come Puente Peatonal, è un ponte sospeso ad arco sulla Ría del Nervión. Il ponte fu progettato dall'architetto di Valencia Santiago Calatrava, una curiosa costruzione a forma di veliero con pavimento in vetro, rampe di accesso e scale sulle due sponde, formato da un grande arco alto più di 14 metri e tiranti d’acciaio.
Tutto il ponte è dipinto di bianco, com'è comune tra le strutture di Calatrava.
A partire dalla sua inaugurazione, quasi simultanea a quella del Museo Guggenheim, il Zubizuri è diventato un importante elemento turistico più che il semplice passaggio della Ría.


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04-05-2013, 13:03
Messaggio: #9
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Bilbao - Museo Marittimo Ria

Oltre al Museo Guggenheim e i ponti, anche il Museo Marittimo è parte della riqualificazione della città di Bilbao,

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Il Museo Marittimo Ria di Bilbao, si trova nell’area dove un tempo c’erano i cantieri della società navale Euskalduna che dal 1900 risiedeva vicino al porto, e che segnò l'inizio della moderna cantieristica civile nei Paesi Baschi. Dopo un passato glorioso, Euskalduna ha annunciato la sua chiusura nel 1984.

Dopo la definitiva chiusura della società navale, nel 1996 nacque una Fondazione privata non a scopo di lucro che porta il nome del museo stesso. Creata da un gruppo di persone legate al mare, e più specificamente alla zona della foce di Bilbao, aveva come obbiettivo quello di promuovere, preservare e diffondere la storia, la cultura e l’identità degli uomini e delle donne che, in passato come nel presente, nutrono uno stretto legame con l’antica tradizione marittima della città, il porto e la provincia Biscaglia.

L’anno successivo alla sua nascita, la Fondazione ha eletto il suo consiglio di amministrazione composto da enti pubblici e privati, dando il via ai lavori nel 1999 e aprendo le porte del museo nel 2003.

L'estuario di Bilbao, anche grazie al Museo Marittimo, ha subito un cambiamento spettacolare negli ultimi anni, ponendosi al centro dell'attenzione, questa volta come spazio di svago e di intrattenimento.


Il Museo, situato sotto la rotonda del Ponte Euskalduna, è un esempio di architettura eccezionale e di adattamento all'ambiente circostante. Le colonne di sostegno della strada servono anche da supporto per il museo che risulta unito alla strada stessa, formando un'unica struttura.

Lo spazio espositivo, di oltre 27.000 metri quadrati, è distribuito tra due diverse aree, una esterna e una all'interno. Nel grande spazio aperto, vicino gli argini del fiume, si trova un’importante collezione di imbarcazioni di diverse stazze e di diverse epoche. Lungo le darsene si possono visitare gli antichi cantieri e persino una gru restaurata soprannominata “la Carola”. All’interno invece, la mostra si articola intorno a tre temi principali: l'ambiente fisico della foce, l'evoluzione del commercio di Bilbao e dintorni attraverso gli scambi navali, e l'evoluzione della costruzione navale sulla foce della città.

All’interno del museo c’è anche un’area educativa dedicata ai più giovani, creata per portare la cultura del mare più vicino a bambini e ragazzi in modo divertente.

Periodicamente il museo Marittimo Ria organizza anche mostre temporanee che completano e definiscono meglio l’offerta espositiva.

Qui la pagina ufficiale del Museo


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10-11-2013, 20:34
Messaggio: #10
RE: Riqualificazione Aree Industriali
Stati Uniti - Pittsburgh
[Immagine: o5af.png]

Un altro esempio di riqualificazione urbana è sicuramente la città di Pittsburgh, un esempio perfetto perché, proprio come Taranto, anche Pittsburgh era fra le città dell’acciaio. Soprannominata ancora oggi "Smoky City", ora è diventata una città avanzata e ultra moderna, riconosciuta a livello internazionale nell’ambito della ricerca sanitaria, della nanotecnologia, della robotica e per il settore dei servizi, che si è molto sviluppato negli ultimi anni.

Pittsburgh è stata uno dei simboli della rivoluzione industriale Americana e una delle più importanti città industriali del mondo. Collocata nella parte sud-occidentale della Pennsylvania, ha sfruttato la sua posizione strategica, trovandosi nel luogo dove i fiumi Monongahela e Allegheny confluiscono formando il grande fiume Ohio, in grado di collegare i Grandi Laghi all’Oceano Atlantico, ed essendo a pochissima distanza dal giacimento di "carbone bituminoso" più grande degli Stati Uniti, il Mount Washington, soprannominato "Coal Hill".

Nel 1850 erano attivi trenta impianti siderurgici in città e l’inquinamento era già un serio problema a quell’epoca tanto che Pittsburgh veniva definita un inferno a cielo aperto. Per rendere meglio l’idea riporto alcune dichiarazioni trovate in rete del regista italo-americano Tony Buba, un ex operaio delle acciaierie e figlio di minatori che ricordando quei periodi racconta: "Qui non si vedeva niente, i lampioni erano accesi anche di giorno, il fumo degli altiforni offuscava tutto, i fiumi erano neri e putridi" e "Poi le fabbriche hanno chiuso i cancelli, la città s’è fermata, la nebbia ha cominciato a diradarsi e pian piano è comparso il sole. A quel punto la gente ha scoperto di vivere in una città meravigliosa, ha deciso che bisognava farla rinascere".

Una città nata da profonde radici operarie, che a fine Ottocento fu alle prese con una crescita senza precedenti: nel 1860 contava 43mila abitanti, agli inizi del ‘900 la popolazione arrivò a 553mila, periodo in cui produceva metà di tutto l’acciaio americano, fino ai conflitti mondiali, che videro aumentare la richiesta dell’acciaio, con il conseguente aumento della popolazione, che a Pittsburgh arrivò a sfiorare i 700mila abitanti. Le fabbriche naturalmente avevano attratto lavoratori da tutto il mondo, tedeschi, polacchi, ma anche diversi italiani (ancora oggi ne sono testimonianza nel quartiere di Bloomfield i negozi che vendono articoli italiani, dalle mozzarelle alle statue di San Gennaro) contribuendo a dare alla città un carattere dal sapore multietnico.

Durante gli anni Settanta però si cominciarono a sentire gli effetti della concorrenza internazionale che produceva acciaio a prezzi più bassi, al punto tale che Pittsburgh entrò in una depressione senza precedenti. Nei primi anni ’80 la popolazione iniziò a calare fino a toccare il punto più basso di 300mila abitanti, e vennero persi 153mila posti di lavoro, interi quartieri si spopolarono lasciando solo splendide ville abbandonate, decine e decine di fabbriche vuote e tantissimo inquinamento.
La città divenne anche la protagonista di un film, "The City" che mostrava il grave degrado ambientale, già nel 1939.

Problema già ben noto a metà dell’ottocento, tant’è che alcune norme anti-inquinamento vennero elaborate poco dopo quegli anni ma si dovette aspettare il 1946 con il sindaco Lawrence prima di vederle applicate, il cui discorso d’insediamento rimane ancora nella memoria di quell’anno: "Sono convinto che la nostra gente vuole aria pulita. Non c’è alcun altra benedetta cosa in grado di migliorare definitivamente l’aspetto, la salute, l’orgoglio e lo spirito di una città".
Il primo "Clean Air Act" (legge dell’Aria Pulita) approvato negli States per città come Pittsburgh, è del 1963, dopo altri diciassette anni di lotte ambientaliste basate anche sulla certificata maggiore incidenza (+400% rispetto la media nazionale)di alcuni tipi di malattie respiratorie, per arrivare fino al 2011 quando all’ultimo Clean Air Act collaborarono insieme sia associazioni ambientaliste che sindacati metalmeccanici locali.
Questo repentino cambio di prospettiva, mostra come la riconversione industriale di Pittsburgh sia avvenuta in tempi relativamente recenti, di fatto a partire dagli anni 80 e con molti sacrifici sostenuti soprattutto dalle classi più deboli, abbia radici profonde e sia frutto di direttive ben precise ben finanziate.

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Luke Ravenstahl, 29 anni, l’attuale sindaco di Pittisburgh (nonché il più giovane sindaco d’America) racconta come durante gli anni della grave crisi del settore siderurgico, mentre un intero settore occupazionale spariva lasciando un disastro sociale ed ambientale dagli effetti devastanti, i grandi capitali e le grandi famiglie ad essi legati non siano scomparsi altrove, ma abbiano continuato ad investire le proprie risorse nelle università e nelle fondazioni culturali innescando un meccanismo virtuoso che ha permesso alla ricerca di concentrarsi su progetti vincenti che hanno potuto usufruire di fondi federali. E come questi capitali abbiano attirato sempre un numero maggiore di ricercatori e altro capitale privato, facendo di Pittisburgh un’attrazione, una meta su cui era abbastanza facile scommettere. Paul C. Wood, vicepresidente dell’Upmc (University of Pittsburgh Medical Center) spiega così la diversità e quindi la personalità tosta di Pittsburgh: «Qui non si insegue la palla, ma cerchi di piazzarti dove pensi che la palla arriverà. Non si vive alla giornata, puntando sulla bolla del momento, ma si investe pensando alla prossima generazione e senza chiedere aiuti pubblici. Insomma la mentalità è ancora quella operaia, anche se non ci sono quasi più operai».



Oggi Pittsburgh è la città capoluogo della contea di Allegheny in Pennsylvania, con una popolazione di circa 300 mila abitanti contro i 676.000 del 1950 ed i 434.000 del 1980 e poco più di 2 milioni nell’intera area metropolitana.
Dopo la riconversione è diventata una città con una altissima qualità della vita tanto che, dopo aver primeggiato nelle classifiche come città più inquinata al Mondo, negli ultimi anni è stata giudicata come una delle "città più vivibili al mondo" dalle riviste specializzate più autorevoli come Economis, Forbes e Places Rated Almanac arrivando ad essere definita anche il miglior posto dove vivere negli USA.
Attualmente ci sono ancora circa 300 imprese che operano in ambito siderurgico impiegando circa 4600 operai, ma la città è fortemente caratterizzata dalla presenza di oltre 1600 aziende tecnologiche, tra le quali Google, ed altri colossi della finanza (PNC Financial Services, Bank of New York Mellon) e dell’elettronica (Westinghouse).

Quel che sorprende di più, dopo un passato recente così tormentato, è la straordinaria diversificazione delle attività ad alto valore "aggiunto" che Pittsburgh ospita: fondazioni mediche specializzate nella ricerca (finanziata) di alto profilo – Pittsburgh è il primo centro medico al mondo per lo studio delle malattie del cuore – robotica, servizi finanziari, turismo, "industria della conoscenza". Ed è il motivo per cui questa città, almeno fino al 2010, è riuscita a rispondere alla crisi dell’economia mondiale in corso molto meglio di altre aree degli Stati Uniti. Un motivo, insieme alle possibilità lavorative e le paghe medie del settore, che viene giustamente enfatizzato dai locali mezzi di stampa.

Tutto questo produce un giro di affari di circa 11 miliardi di dollari. Pittsburgh è ora la sede di Google (Bill Gates è qui che viene a scegliere i suoi direttori di ricerca, ed è qui che nascerà il nuovissimo Gates Center for Computer Science grazie al suo investimento di 20milioni di dollari) mentre il Pittsburgh Medical Center dà lavoro a oltre 48.000 persone. Gli occupati degli istituti di medicina sono circa 116.000, il 10 per cento di tutta la forza lavoro. E nel 2009 la città ha organizzato il G20.

Inoltre grazie a questa potente iniezione di fiducia e risorse nella ricerca più avanzata, le università della città si sono affermate a livello mondiale attirando migliaia di studenti, ricercatori, professori da tutto il mondo, che hanno insediato quelle che erano le zone più grigie e spopolate nei tempi della crisi e abbandonate fino a 15 anni fa, che oggi sono diventati i moderni quartieri di Shadyside e Squirrel Hill attorno al polo universitario, portando ovviamente anche all’apertura di nuovi caffè, locali, e negozi di vario genere, compresi quelli di lusso, le boutique e i ristoranti di qualità sorti in cui si recano spesso i facoltosi docenti.

La rinascita di Pittsburgh è stata possibile anche grazie ad una serie di fattori spontanei, ma soprattutto grazie agli investimenti lungimiranti dei ricchi pittsburghesi che non hanno mai smesso di investire e credere nella città, la cui vera forza sta nel farsi voler bene principalmente da chi la abita. Una peculiarità che ha saputo diventare un forte richiamo per gli abitanti di molte parti del mondo.
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