Crea sito
Privacy Policy







Rispondi 
 
Valutazione discussione:
  • 0 voti - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Stefano Cucchi - Morto di Carcere
31-10-2014, 23:21 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-10-2014 23:25 da cichinin.)
Messaggio: #1
Stefano Cucchi - Morto di Carcere
Ecco, con la sentenza di oggi hanno completato l'enorme porcheria iniziata quando è stato arrestato Aldrovandi.

Un ragazzo arrestato per un po' di fumo e "inspiegabilmente" morto di fame dopo 6 giorni in un ospedale di un carcere Italiano

Tutti assolti ???????
Quindi uno viene arrestato e in 6 giorni muore e non è colpa di nessuno ???????

Fra l'altro l'arresto è avvenuto per colpa della legge sulle droghe Fini-Giovanardi che è stata cancellata perchè incostituzionale

Allucinante !!!!!!!!!!


[Immagine: cucchi.png]

Ecco come era da vivo e come è stato ridotto dopo 6 giorni di custodia in un carcere del nostro paese.

Se volete saperne di più vi riporto alcune parole della sorella di Stefano, Ilaria Cucchi:


Stefano Cucchi era un ragazzo di 31 anni, un normalissimo ragazzo di 31 che la notte tra il 15 e il 16 ottobre (2009) è stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. L’abbiamo visto uscire di casa accompagnato di Carabinieri, che precedentemente tra l’altro avevano perquisito la sua stanza non trovandovi nulla e accompagnato dai Carabinieri in ottime condizioni di salute, senza alcun segno sul viso e non lamentando alcun tipo di dolore. L’abbiamo rivisto morto il 22 ottobre all’obitorio: nel momento in cui l’abbiamo rivisto, mio fratello aveva il viso completamente tumefatto e pieno di segni, il corpo non l’abbiamo potuto vedere.

(...) il sabato sera (giorno 17), intorno alle nove vengono i Carabinieri a informarci che Stefano è stato ricoverato d’urgenza presso la struttura del Sandro Pertini: ovviamente i miei genitori si recano immediatamente sul posto e lì viene negato loro alcun tipo di notizia. Nel momento in cui, ingenuamente, mia madre domanda di poter vedere il ragazzo e di sapere quello che aveva, le viene risposto: “assolutamente no, questo è un carcere, tornate lunedì in orario di visita e parlerete con i medici”.

I miei genitori tornano il lunedì mattina (giorno 19), all’orario che era stato loro detto, vengono fatti entrare e vengono loro presi gli estremi dei documenti e vengono lasciati in attesa. Dopo un po’ di tempo esce una responsabile, la quale li informa di non poterli fare parlare con i medici, in quanto non è arrivata una certa autorizzazione da parte del carcere. “Comunque tornate, perché deve arrivare quest’autorizzazione e non vi preoccupate, perché il ragazzo è tranquillo”, è stato risposto loro, quando mia madre chiedeva: “ditemi almeno per quale motivo mio figlio è stato ricoverato”.

(...) il martedì mattina (giorno 20), ovviamente, i miei tornano presso la stessa struttura, al reparto carcerario del Sandro Pertini e questa volta non vengono proprio fatti entrare, viene risposto loro al citofono che non possono entrare, perché non c’è l’autorizzazione.

Finalmente viene detto loro però che sono loro a dover chiedere un’autorizzazione a Piazzale Gloria, se vogliono vedere il ragazzo: mio padre chiede quest’autorizzazione e la ottiene per il 25..

(...) Il 22 all’alba mio fratello è morto e mio padre non ha fatto in tempo a vederlo.

(...) "ovviamente il nostro consulente ha chiesto di poter fare la documentazione fotografica e le riprese, ma è stato negato. Adesso ci aspettiamo innanzitutto una serie di risposte e che lo Stato ci dica come è potuto accadere che non ci sia stato possibile stare vicini a Stefano nel momento in cui stava morendo. Ci devono spiegare anche perché abbiamo consegnato mio fratello allo Stato, alle istituzioni in una certa condizione di salute ottima e perché ce l’hanno restituito morto.

Purtroppo il resto è una serie di processi farsa che prima assolve tutte le forze dell'ordine che hanno avuto a che fare con Stefano e oggi vengono assolti anche tutti i medici ed infermieri dell'ospedale del carcere.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
05-11-2014, 13:54
Messaggio: #2
RE: Stefano Cucchi - Morto di Carcere
Forse qualcosa si muove, forse per una volta lo Stato si assumerà le sue responsabilità e verrà fatta chiarezza sull'uccisione di Stefano Cucchi.

Grazie alla tenacia della sorella, (Ilaria Cucchi) l'assoluzione per gli assassini di Stefano non sta passando inosservata come è successo purtroppo tante volte.

Se ne sta parlando nei Tg, ne ha parlato il presidente del senato Grasso ed il presidente del consiglio Renzi. Alfano ovviamente è troppo impegnato a cancellare i matrimoni gay per occuparsi di queste cose.

Un agente della questura di Bologna ha scritto una lettera alla famiglia Cucchi per chiedere scusa.


Ecco la lettera:


Servo lo Stato da 26 anni soltanto grazie a un prudente disincanto che mi permette ancora di sopravvivere tra le pieghe di quel medesimo nulla costituito per lo più da ingiustizie, bugie, miserie umane, silenzi, paure, sofferenze.

Oggi intendo rompere quel silenzio cui si è condannati quasi contrattualmente da regolamenti di servizio che impongono e mitizzano l’obbedire tacendo, perché le parole pronunciate dal Segretario nazionale del Sap all’esito della pronuncia di assoluzione non restino consegnate anch’esse al fenomeno di cui sopra.

Il diritto di parola consentito al Segretario nazionale del Sap gli ha permesso di esprimere ”La piena soddisfazione per l’assoluzione di tutti gli imputati ” con una disinvoltura che abitualmente può trovare applicazione esclusivamente in uno stadio dove l’unica forma di dolore può derivare abitualmente da un goal mancato e non già dalla morte violenta di un giovane celebrata in un’aula di Giustizia.
“Bisogna finirla in questo Paese di scaricare sui servitori dello Stato la responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo della condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze” .

Queste parole, in un contesto democratico che ne apprezzasse il loro peso, sortirebbero reazioni, conseguenze, interrogativi e dibattiti sul loro senso, sull’utilità e gli effetti di questa allegra scampagnata lessicale sul dolore di una famiglia nonché una minima inchiesta semantica sul concetto di vita dissoluta e al limite della legalità. Sarebbe da attendersi dal Segretario la spiegazione su quanto realmente produca paura in questo Paese e se l’abuso di alcol e droghe sia causa di morte per lesioni e se vi sia qualcosa di più dissoluto di un diritto calpestato.

Andrebbe preteso che ci chiarisse se quelle parole siano rappresentative di tutto l’universo della Polizia o invece siano la personale interpretazione di un dramma o la recensione di un abominio. E ancora gli andrebbe richiesto se il silenzio seguito alle sue parole sia l’indicatore di un Paese dove domina sul diritto l’incertezza, sulla complessità della vita l’omologazione, sui drammi umani l’assenza di indignazione e l’ignavia.

Per questo chiedo scusa alla famiglia Cucchi per questo oltraggio infinito, per questa deriva che non può rappresentare la totalità degli appartenenti alle forze di polizia neppure quelli a cui per regolamento è precluso il diritto di indignarsi e di affrancarsi dalla convivenza col divieto di opinione .

Nel dubbio, semplicemente nel dubbio.

Francesco Nicito, agente della Questura di Bologna
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
Rispondi 


[-]
Condividi (Mostra Tutti)
Facebook Ok Notizie Tumblr Yahoo! Twitter Google+ Linkedin Blogger MySpace StumbleUpon

Vai al forum:


Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)

Contattaci | humus sapiens ita | Torna all'inizio della pagina | Torna al contenuto | Modalità archivio | RSS Syndication